Un grappolo di pistacchi ancora sull'albero, frutti giallo verdi sfumati di rosso tra grandi foglie verdi illuminate dal sole, su sfondo sfocato
Un grappolo di pistacchi ancora sull'albero, frutti giallo verdi sfumati di rosso tra grandi foglie verdi illuminate dal sole, su sfondo sfocato. Foto: Paolo Galli · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Nella cucina siciliana il pistacchio è ovunque: nei dolci, nelle creme, nei primi piatti. Ma ce n'è uno che i siciliani chiamano con orgoglio oro verde, ed è quello di Bronte, un paese sul versante occidentale dell'Etna. Ogni anno, tra la fine di settembre e l'inizio di ottobre, Bronte lo celebra con la sua Sagra del Pistacchio. Ai nostri ospiti curiosi di sapori consigliamo di unire la sagra a una giornata intorno al vulcano: è uno dei modi più gustosi per conoscere l'entroterra etneo.

Il Pistacchio Verde di Bronte DOP

Dal 2009 il Pistacchio Verde di Bronte è riconosciuto come prodotto a Denominazione di Origine Protetta. La zona di produzione comprende tre comuni della provincia di Catania, Bronte, Adrano e Biancavilla, e le coltivazioni si trovano tra i 400 e i 900 metri di altitudine. Gli alberi della varietà tradizionale, innestati sul terebinto, crescono sui terreni lavici del vulcano, le sciare, spesso in appezzamenti difficili da raggiungere e da lavorare.

Il risultato è un pistacchio dal colore verde intenso e dal sapore molto aromatico, che gli ha dato fama ben oltre la Sicilia. A vigilare sul disciplinare di produzione è il Consorzio di tutela, che riunisce i produttori del territorio.

Una raccolta ogni due anni

Una delle particolarità del pistacchio di Bronte è il suo ciclo: la raccolta avviene ogni due anni, negli anni dispari, fra la seconda decade di agosto e la prima decade di ottobre, ed è fatta a mano. Raccogliere tra le rocce laviche è una fatica che si tramanda di generazione in generazione.

La Sagra del Pistacchio

La sagra è nata per promuovere il prodotto simbolo del paese ed è diventata uno degli appuntamenti gastronomici più seguiti della Sicilia. Di solito si svolge su due fine settimana, tra l'ultimo scorcio di settembre e i primi giorni di ottobre, e per l'occasione il centro di Bronte si riempie di stand, degustazioni, spettacoli e musica dal vivo.

Tra le bancarelle si trova il pistacchio in quasi tutte le sue forme:

  • sgusciato, in granella o in farina, da portare a casa per cucinare;
  • in crema dolce da spalmare o in pesto per condire la pasta;
  • nei dolci della tradizione, dal torrone ai biscotti;
  • in tavolette di cioccolato, gelati e semifreddi.

Il periodo, il programma degli spettacoli e le aree degli stand cambiano di anno in anno: prima di partire verificate date e dettagli sui canali ufficiali del Comune di Bronte e degli organizzatori della sagra.

Bronte e il versante occidentale dell'Etna

Bronte si trova a circa 760 metri di altitudine, sul lato occidentale del vulcano. Il paese ha una storia curiosa: nel 1799 il re Ferdinando concesse all'ammiraglio inglese Horatio Nelson il titolo di Duca di Bronte, insieme a vasti possedimenti nella zona di Maniace, tra cui un castello e un'antica chiesa. Oggi la storia della cosiddetta Ducea di Nelson è una delle ragioni per cui molti visitatori si spingono fin quassù.

Bronte è servita anche dalla Ferrovia Circumetnea, la linea storica che gira intorno al vulcano: se vi interessa usarla, informatevi in anticipo su percorsi e servizi sui canali ufficiali della ferrovia.

Come arrivare da Catania

Bronte dista circa 50 km da Casa Stazione Picanello. In auto si arriva in un'ora circa, attraversando i paesi della fascia pedemontana dell'Etna, con il vulcano sempre a fianco. Nei giorni della sagra il traffico in paese aumenta molto: consigliamo di partire presto e di mettere in conto un po' di tempo per il parcheggio.

  • Portate contanti e una borsa per gli acquisti: tra creme e dolci è facile riempirla.
  • A fine settembre l'entroterra è più fresco di Catania la sera: una felpa può servire.
  • Se volete visitare anche la zona di Maniace, verificate prima giorni e modalità di apertura.

Un pistacchio da gustare a Casa Stazione Picanello

Al rientro, la cucina di Casa Stazione Picanello vi aspetta con piano cottura a induzione, forno e frigorifero: un buon modo per provare subito una pasta al pesto di pistacchio appena comprato. L'appartamento, 65 mq al piano terra in un palazzo storico di Picanello, ospita fino a quattro persone. Il parcheggio è pubblico, in strada nelle vicinanze, e il self check-in dalle 15:00 vi lascia liberi di rientrare con calma dalla gita.

Dopo la festa, una casa tutta per voi

Self check-in dalle 15:00 con cassetta di sicurezza: si arriva quando si vuole, e la casa è vicina alla stazione di Picanello e alla metropolitana.