Facciata di un palazzo storico di Catania durante la festa di Sant'Agata, con drappi rossi con la lettera A ai balconi, uno stendardo con l'immagine della santa e una balconata decorata di fiori rossi sopra un porticato ad archi
Facciata di un palazzo storico di Catania durante la festa di Sant'Agata, con drappi rossi con la lettera A ai balconi, uno stendardo con l'immagine della santa e una balconata decorata di fiori rossi sopra un porticato ad archi. Foto: Effems · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Se c'è un momento dell'anno in cui Catania mostra il suo cuore, è la festa della sua patrona. Ogni anno, dal 3 al 5 febbraio, la città si riempie di folla, di cera e di voci che invocano la santa. È la festa religiosa più importante di Catania e richiama centinaia di migliaia di persone. Ai nostri ospiti che arrivano in quei giorni diciamo sempre la stessa cosa: preparatevi a camminare molto, a dormire poco e a vivere qualcosa che difficilmente dimenticherete.

Chi era Sant'Agata

Agata era una giovane catanese martirizzata nel 251, durante le persecuzioni contro i cristiani. Le date della festa ricordano il suo martirio, mentre il legame con la città è diventato nei secoli profondissimo: per i catanesi è la protettrice della città, festeggiata due volte l'anno. Le sue reliquie sono custodite nella Cattedrale, insieme al prezioso busto reliquiario in argento realizzato nel Trecento e ricoperto di gioielli ed ex voto donati dai fedeli.

Le giornate della festa

Il 3 febbraio: l'offerta della cera

La festa si apre con la solenne processione per l'offerta della cera, che dalla chiesa di Sant'Agata alla Fornace, luogo legato al martirio, raggiunge la Cattedrale con le autorità civili e religiose. La sera la piazza del Duomo si accende con un grande spettacolo pirotecnico: per i catanesi è "a sira 'ô tri", la sera del tre.

Il 4 febbraio: il giro esterno

All'alba il busto della santa esce dalla Cattedrale e viene sistemato sul fercolo, un tempietto d'argento rinascimentale. Il fercolo non ha motori né cavalli: lo trainano migliaia di devoti con due lunghi cordoni, ciascuno di circa 130 metri. Il giro esterno segue il perimetro delle antiche mura cinquecentesche e dura molte ore, fino a notte.

Il 5 febbraio: il giro interno

Il giorno successivo il fercolo attraversa il centro storico. Il momento più atteso è la salita di Sangiuliano, una via in forte pendenza che i devoti affrontano di corsa, tirando i cordoni tra due ali di folla.

Le candelore e i devoti in sacco bianco

Ad aprire il cammino del fercolo sono le candelore: grandi costruzioni in legno scolpito e dorato, in stile barocco, ognuna legata a un'antica corporazione di mestiere o a un quartiere. Pesano diversi quintali e vengono portate a spalla da gruppi di uomini che le fanno avanzare con un caratteristico passo ondeggiante, la 'nnacata. Vederle danzare di notte, illuminate, nelle strade del centro è uno degli spettacoli più belli della festa.

Accanto a loro ci sono i devoti, che indossano il sacco: una tunica di cotone bianco con cordone in vita, un copricapo nero e un fazzoletto bianco da sventolare. Secondo una delle tradizioni più diffuse, questo abito ricorda i catanesi che nel 1126 corsero per le strade in camicia da notte per accogliere il ritorno delle reliquie.

La festa d'agosto

Catania festeggia la patrona anche il 17 agosto, anniversario del ritorno delle reliquie nel 1126, dopo circa ottantasei anni trascorsi a Costantinopoli. Due soldati le riportarono via mare fino alla costa di Aci Castello, da dove furono accompagnate in processione in città. La festa estiva è più raccolta: le reliquie sfilano per le vie intorno alla Cattedrale e la giornata si chiude con la messa solenne e i fuochi d'artificio.

Consigli per viverla bene

  • Le date della festa sono fisse, ma il programma, i percorsi e gli orari cambiano: verificateli sempre sui canali ufficiali del Comune di Catania e dell'Arcidiocesi prima di partire.
  • Vestitevi a strati e indossate scarpe comode: si sta in piedi per ore e le notti di febbraio sono fresche.
  • La folla è molto fitta: lasciate a casa oggetti di valore e, con i bambini piccoli, scegliete punti di osservazione defilati.
  • È una festa di fede: assistete con rispetto, senza ostacolare i devoti che tirano i cordoni.

Da Casa Stazione Picanello alla festa

Piazza Duomo si raggiunge facilmente da Casa Stazione Picanello, e nei giorni della festa conviene lasciare l'auto: dalla casa, fra i due ingressi della stazione sotterranea di Picanello, il centro si raggiunge in treno in circa 23 minuti. Al rientro, dopo una lunga notte tra le candelore, troverete il vostro bivani al piano terra con la camera climatizzata, la cucina attrezzata per una cena calda e il self check-in che vi lascia arrivare quando volete, a partire dalle 15:00.

Dopo la festa, una casa tutta per voi

Self check-in dalle 15:00 con cassetta di sicurezza: si arriva quando si vuole, e la casa è vicina alla stazione di Picanello e alla metropolitana.