Un filare di vigneto ad alberello sulle pendici dell'Etna, con grappoli d'uva nera e d'uva bianca maturi fra le foglie verdi e il terreno scuro coperto di foglie secche
Un filare di vigneto ad alberello sulle pendici dell'Etna, con grappoli d'uva nera e d'uva bianca maturi fra le foglie verdi e il terreno scuro coperto di foglie secche. Foto: Neil Weightman · CC BY 2.0 · Wikimedia Commons

L'Etna non si guarda soltanto: si assaggia. Sulle pendici del vulcano, fra colate antiche, terrazzamenti e paesi di pietra lavica, nascono alcuni dei prodotti più preziosi della Sicilia orientale. Il suolo vulcanico, l'altitudine e la vicinanza del mare danno carattere a vini, frutti e mieli che i nostri ospiti ritrovano poi a tavola a Catania. Ecco una piccola guida ai sapori dell'Etna, dai vigneti ai banchi di pasticceria.

I vini Etna DOC

La denominazione Etna DOC è stata istituita nel 1968: è la prima DOC nata in Sicilia, seguita pochi mesi dopo da quella del Marsala. La zona di produzione comprende una ventina di comuni della provincia di Catania disposti attorno al vulcano, fra cui Randazzo, Linguaglossa e Castiglione di Sicilia.

  • Etna Rosso: nasce soprattutto dal Nerello Mascalese, affiancato dal Nerello Cappuccio.
  • Etna Bianco: il vitigno protagonista è il Carricante, insieme al Catarratto.
  • Il disciplinare prevede anche le versioni Bianco Superiore, Rosso Riserva, Rosato e Spumante, quest'ultimo ottenuto con il metodo classico.

La viticoltura sull'Etna è antichissima: già i coloni greci, arrivati in quest'area nel 729 a.C., trovarono terre adatte alla vite, e nel V secolo a.C. la zona era fittamente coltivata. Oggi si parla spesso di viticoltura "eroica": vigneti su pendii ripidi e terrazzati, in molti casi lavorati a mano. All'inizio del Novecento la fillossera ridusse drasticamente le superfici vitate, ma negli ultimi decenni i vini dell'Etna sono tornati a farsi conoscere ben oltre la Sicilia.

Un consiglio: molte cantine dell'Etna propongono visite e degustazioni, di solito su prenotazione. Informatevi prima direttamente presso le aziende, e ricordate che chi guida non beve: sulle strade di montagna è ancora più importante.

Il Pistacchio Verde di Bronte DOP

Il pistacchio è forse il sapore più famoso legato all'Etna. Il Pistacchio Verde di Bronte è tutelato come DOP dal 2009, e la zona di produzione comprende soltanto i territori di Bronte, Adrano e Biancavilla, sul versante occidentale del vulcano, fra i 400 e i 900 metri di altitudine. Il disciplinare richiede un colore verde intenso del frutto, e la raccolta si svolge fra la seconda decade di agosto e la prima decade di ottobre.

Una particolarità: a Bronte la raccolta si fa tradizionalmente ogni due anni, negli anni dispari, mentre negli anni pari le piante vengono lasciate a riposo. È anche per questo che il vero pistacchio di Bronte è un prodotto prezioso. Bronte si trova a circa 50 km in auto da Casa Stazione Picanello.

Il miele di Zafferana Etnea

Sul versante orientale, Zafferana Etnea è considerata una delle capitali italiane del miele, con una tradizione di apicoltura che risale ai primi decenni del Novecento. Fra le varietà tipiche ci sono il miele di zagara, ottenuto dai fiori degli agrumi e dal profumo delicato, quello di castagno, più intenso e leggermente amarognolo, e il millefiori dell'Etna. Nelle domeniche di ottobre il paese ospita l'Ottobrata, la fiera dei prodotti dell'Etna in cui il miele è sempre protagonista: verificate date e programma sui canali ufficiali del Comune. Zafferana dista circa 24 km in auto.

Cannoli, minne e dolci della tradizione

Il cannolo siciliano, riconosciuto come prodotto agroalimentare tradizionale, è una scorza di pasta fritta riempita di ricotta di pecora zuccherata. Nella tradizione catanese viene spesso guarnito con granella di pistacchio, preferibilmente di Bronte, al posto dei canditi. Un consiglio che vale ovunque: il cannolo buono si riempie al momento, così la scorza resta croccante.

A Catania ci sono poi i dolci legati alla patrona, Sant'Agata. Le minne di Sant'Agata sono piccole cassate a forma di seno, con pan di Spagna, ricotta di pecora, gocce di cioccolato e canditi, ricoperte di glassa bianca e decorate con una ciliegina candita: si preparano soprattutto in occasione della festa della santa, a febbraio. Accanto a loro, le olivette di Sant'Agata in pasta di mandorla.

Sapori da portare a casa

Una bottiglia di Etna Rosso, un vasetto di miele di zagara, un sacchetto di pistacchi: sono ricordi che continuano il viaggio anche dopo il ritorno. Casa Stazione Picanello, nel quartiere Picanello a Catania, ha una cucina attrezzata con tavolo da pranzo e un balconcino con scorcio di mare: il posto giusto per una degustazione tranquilla dopo una giornata sull'Etna, con i supermercati e i negozi di alimentari a pochi passi per completare la spesa.

I sapori di Catania, anche a casa

La cucina è attrezzata, con piano a induzione, forno, macchinetta del caffè e moka: la spesa del mercato si cucina da voi.