Gli ingredienti della pasta alla Norma disposti su un piano chiaro: una melanzana, una ciotola di anelletti crudi, scaglie di ricotta salata su un tagliere di legno, pomodorini, aglio, foglie di basilico e olio
Gli ingredienti della pasta alla Norma disposti su un piano chiaro: una melanzana, una ciotola di anelletti crudi, scaglie di ricotta salata su un tagliere di legno, pomodorini, aglio, foglie di basilico e olio. Foto: Auregann · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Catania si scopre anche a tavola, e spesso nemmeno a tavola: al banco, per strada, in piedi davanti a una vetrina. La cucina catanese è fatta di piatti semplici e saporiti, nati dagli ingredienti di un territorio generoso, stretto fra il mare e le pendici dell'Etna. Quando i nostri ospiti ci chiedono cosa assaggiare, rispondiamo sempre con questa piccola lista: non è un elenco di indirizzi, ma una mappa dei sapori da cercare in città.

L'arancino a forma di cono

Il primo assaggio è quasi obbligatorio. A Catania l'arancino si dice al maschile e ha una forma riconoscibile: è modellato a cono, e molti amano dire che ricordi la sagoma dell'Etna. Dentro c'è riso, e il ripieno più classico è quello al ragù, con carne e sugo di pomodoro; la panatura dorata lo rende croccante fuori e morbido dentro. Accanto alla versione al ragù si trovano molte varianti, e vale la pena provarne più d'una nel corso del soggiorno.

Nella stessa famiglia della "tavola calda" catanese ci sono le cipolline: un involto di pasta sfoglia ripieno di prosciutto, pomodoro e cipolla. Sono uno spuntino tipico, perfetto a metà mattina o come aperitivo improvvisato durante una passeggiata in centro.

La pasta alla Norma, piatto simbolo

Se c'è un primo piatto che racconta Catania, è la pasta alla Norma: pasta condita con salsa di pomodoro, melanzane fritte, ricotta salata grattugiata e basilico. Il nome rende omaggio alla Norma, l'opera più celebre del compositore catanese Vincenzo Bellini. Secondo una tradizione molto diffusa, sarebbe stato il commediografo siciliano Nino Martoglio a battezzarla così, esclamando che quel piatto era "una Norma", cioè un capolavoro. Una curiosità che piace ai nostri ospiti: proprio con la Norma fu inaugurato nel 1890 il Teatro Massimo Bellini, il grande teatro d'opera della città.

Granita e brioche: la colazione catanese

D'estate, e non solo, a Catania la colazione può essere fresca: granita con la brioche. La granita siciliana nasce dall'incontro fra acqua, zucchero e frutta o altri ingredienti, mescolati mentre si congelano; nell'area catanese la si preferisce di consistenza piuttosto compatta. Si accompagna alla brioscia cco tuppu, la brioche con il caratteristico "tuppo" in cima, da intingere cucchiaio dopo cucchiaio.

I gusti cambiano da banco a banco: oltre al limone e al gelso nero, molto amati, si trovano spesso mandorla, pistacchio e caffè. Un tempo la granita si preparava con la neve raccolta sui monti, Etna compreso, e conservata in apposite costruzioni di pietra: un legame con il vulcano che ancora oggi si sente.

I dolci di Sant'Agata

La patrona Sant'Agata ha lasciato il segno anche in pasticceria. Le olivette di Sant'Agata sono piccoli dolci di pasta di mandorla a forma di oliva, di colore verde e ricoperti di zucchero; si preparano soprattutto fra gennaio e febbraio, attorno alla festa della santa. La leggenda racconta che Agata, in fuga, trovò riparo sotto un olivo selvatico che la nascose e le offrì i suoi frutti.

Accanto alle olivette ci sono le minne di Sant'Agata, piccole cassate a forma di seno: pan di Spagna, ricotta di pecora con gocce di cioccolato e canditi, glassa bianca e una ciliegina candita in cima. La forma ricorda il martirio della santa, e anche questi dolci sono legati alla sua festa.

La Pescheria, il mercato del pesce

Per respirare l'anima popolare della città consigliamo una passeggiata alla Pescheria, lo storico mercato del pesce a due passi da Piazza Duomo. I banchi si trovano almeno dall'Ottocento in questa zona, fra la piazza Alonzo di Benedetto e i vicoli intorno, ai piedi delle mura di Carlo V. Fra il pesce appena pescato, le grida dei venditori e i colori dei banchi, è uno degli spettacoli più autentici di Catania, anche per chi non ha intenzione di comprare. Prima di andare verificate i giorni di apertura del mercato.

Chi ama i sapori forti noterà anche un'altra tradizione catanese: la carne di cavallo, cucinata alla brace in polpette o fettine, che in alcune zone della città si prepara e si mangia al momento.

Dalla Pescheria alla vostra cucina

Casa Stazione Picanello, in Via Messina 344, ha una cucina attrezzata con piano cottura a induzione, forno, frigorifero, macchinetta del caffè e moka: potete fare la spesa nei supermercati e nei negozi di alimentari vicini e preparare la vostra pasta alla Norma, magari dopo una mattina fra i banchi della Pescheria, in centro storico, a pochi passi da Piazza Duomo. La colazione non è inclusa, ed è l'occasione perfetta per cercare la vostra granita preferita in città.

I sapori di Catania, anche a casa

La cucina è attrezzata, con piano a induzione, forno, macchinetta del caffè e moka: la spesa del mercato si cucina da voi.